Archivio per aprile 2007

Gioco alle rime


GIOCO ALLE RIME

SI BACIANO

INCATENANO

SU FOGLI D’UN CANDORE LUMINOSO

E SCRIVO

SCRIVO,

E INTANTO NON RIPOSO

PUR DI CAVARE

QUATTRO STROFE AL GIORNO.

 

RINCORRO PAROLE

ASPETTO UN NUOVO SOLE

UN SOLE CHE MI SCALDI

NON LO FARO’ PER SOLDI

NON LO FARO’ PER DENARO

PERCHE’ QUESTO

E’ TUTTO CIO’ CHE MI E’ CARO

CHE NON SONO CAPACE DI ABBANDONARE

SENZA CHE

IL MIO CUORE NON PROVI DOLORE.

 

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Liberatorio


Liberatorio,
è l’urlo che vorrei cacciare
per dire no al dolore
alle incomprensioni dei giorni scorsi.

Un urlo contro
le ingiustizie e le angherie
le dipartite e gli addii
gli arrivederci al veleno.

Ed eccomi quì
la poesia porta lontano
è l’unica cosa che mi appaga
mi riavvicina
al mondo
che credevo fragile e distante.

Ed ecco che d’istante
per me
come per voi
lo spero presto
possa trovar silenzio
questo trambuso di attimi agitati,
e uniti ancora, come siam sempre stati…
… ripartire !!

Marco Vasselli
agli amici più cari presi come me da un periodo negativo
perchè da tutta questa sofferenza possa tornare un pò di serenità per riprendere insieme a sperare vada meglio.

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Tanti arrivederci ed un vuoto dentro


Salve gente, questa non è una poesia, è uno sfogo personale, perchè vedo che tanta gente attorno a me a cui avrei dato tutto senza chiedere nulla in cambio, si alza una mattina e decide che tu per loro non esisti più. Mi è successo con Carlo, che dopo 3 anni di battaglie per il sociale con l’associazione culturale, prende, parte se ne va in Inghilterra e torna a Ottobre ( forse). Mi è successo con Laura, la prima persona che ho avuto nell’elenco degli amici nel blog che un bel giorno scrive "Addio msn" nel messenger e non dà spiegazioni.
Apprezzo le scelte di entrambi, ma nelle scelte di entrambi non era contemplata la mia reazione, il vuoto che creeranno nella mia vita. Io "devo" essere felice per loro !!
E che gliene frega a loro, io sono sempre quello che capisce le situazioni, ma questa volta non voglio capire, non voglio essere quello che acconsente senza soffrire. E’ vero che talvolta dal vuoto interiore nascono belle poesie, e nel caso di Laura l’ho fatto, ma per Carlo ciò che provo è una grande amicizia e da amico "non posso soffrire". Io "capisco" .. "Io sostengo" .. io .. io .. son sempre quello che mette il carro davanti ai buoi, talvolta azzeccandoci, talvolta rimanendo in preda a ricordi che non torneranno più. Che me ne facio dei ricordi, quando cerco Christian e non posso parlargli perchè mi risponde a casaccio. Che me ne faccio dei ricordi con Letizia se ora, e da ben 2 anni e mezzo è lontana, ci sentiamo col messenger e se ci va di culo per telefono. Voglio vedervi, toccarvi, mandarvi a fare in cu.. se necessario, ma faccia a faccia. senza un’interfaccia. Senza uno schermo con risoluzione 2400 X 750 nonsocchè. Voglio sì continuare le strade intraprese, ma che mi si dia maniera di esternare con voi il mio disagio. Troppo comodo prendere un aereo ed andare a Londra. Chi mi ridà le riunioni al Cip Alessandrino, le serate al bar di Seveina, i solenni vaff…. che ci scambiavamo come frasi di cortesia. VOI MI AVETE FATTO SOFFRIRE CON LE VOSTRE DECISIONI ED ORA VOI MI TIRATE FUORI DA QUESTO PANTANO !! Avete cambiato la mia vita migliorandola, perchè ora ve ne fregate di me ?? TROPPO COMODO !!

A Carlo, Letizia, Christian e Laura.

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Mare di sera


L’ONDEGGIARE D’UN MARE CALMO

E LE ONDE

QUESTE ONDE

E QUESTE STELLE

CHE NON CI SI RIFLETTONO PIU’.

IL MARE E’ MEMORIA

IL SUSSEGUIRSI

DI SCNSOLATE ONDE

DAL CREPUSCOLO A NOTTE FONDA.

LIDO DI OSTIA

NON SO QUANTE STELLE OSSERVANO

IL MARE E LA SABBIA DISTRATTA

DISPERSA AL VENTO FOLLE DELLA NOTTE.

FALO’ SULLA SPIAGGIA

DI LUCI E RICORDI

SIGARETTE RIACCESE

ARSE ALLE PASSEGGIATE E AL LUNGOMARE.

IL LUNGOMARE

FATTO DI RICORDI DA CAMMINARE

SIMULTANEE SPENSIERATEZZE DI NOI

QUI’ STANOTTE

STANCHI E SEGUACI

DEL MUTO E CALMO VENTO DELL’APRILE

COME

SULLA PUNTA ESTREMA DEL MOLO

L’OSSIGENATA NOTTE

DI CHIAROSCURI STRANI

SCIOLTI DALL’ESTATE OMAI ALLE PORTE.

Marco Vasselli

4 commenti

Un bacio sulla fronte…


Se te ne vai di quì
riprenditi il tuo sorriso dimenticato
da quel giorno di un Ottobre lontano,
e la musica dei Red Hot
e quel tuo dire
di occhi sbigottiti
e mille e mille silenzi
e un cane di nome Saki.

Ricorda e metti a parte
del tuo sorriso nascosto troppo a lungo
ma sò che c’e’ infondo agli occhi di cielo

Ed ora è ora
che tu tolga quel velo
di malinconico abbandono
ed ora amica
prendi il tuo zaino
di foto e rimani lì
ad aspettare
passi il dolore d’una assenza
che anche se
per strade diverse
ancor ferisce
e lo sappiamo entrmbi.

Buona fortuna
e un bacio sulla fronte
e chissà se il mondo
si accorgerà
di quanto mi mancherai
ma il tempo indietro
non te lo danno mai …

Marco Vasselli a Laura M.

2 commenti

°_° “Ma tu che ne sai di me ?”


 
 
 
 
 

Tu che sempre giudichi senza sapere

Tu che rompi

E che sembra che lo fai per mestiere.

 

Come agitare

Come un rimescolare

Discorsi

Su discorsi

Basati

Su una vasta gamma di falsità.

 

Il tuo ambiguo vivere

La tua valigia da metalmeccanico

Già.. perché è questo che tu sei

Benché informatico

Benché l’ultimo dei sedicenti sognatori.

 

…ma tu che ne sai di me

E mi accorgo che a parlà so boni tutti

Basta riempire discorsi con parole vuote

Sparare a zero sulla Croce Rossa

E  avere un marchio da infame

E una banalità da recitare.

 

…ma tu che ne sai

Dei mille tramonti a Cinecittà

Quando il sole spiaccicato sui tetti delle case

Lascia nel cuore il vuoto

… e ancora …

Delle mie sortite al pub

A ridere e bere con Riccardo

A tirare fuori testi di poesie

Dal cilindro

Come fa il mago

Con le sue ispirazioni.

 

E mi accorgo

Che tu più quello non sei

Che io e Toni conoscemmo

Ma che ci vuoi fare … la gente cambia

Ed aimè non sempre per il meglio …

 

Marco Vasselli

 

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Er poeta de periferia


 

voja de faticà

me engroppa la gola

non rompe’ ma’

non rompezzia

sto solo

me chiudo

me do a la poesia

 

il pane

la pioggia

du’ litri de bira

l’estro vagante

mi rende pensante

 

rubare logora

la pala pesa

me passano i sordi

ce faccio la spesa

 

poveri fessi

che me ce credete

sono il leopardi

dei saggi

e dei bastardi

 

 

non magno

non fotto

manco guadagno

la libertà costa

io ce sparagno

 

perché non me guardi

oh casa editrice?

sì, mi nascondo

ne son  felice…

 

le cose da scrive’

so’ troppe

so’ tante

anche la penna

risulta pesante

 

teneteve pronti

alzate le antenne

pubblico un blog

su msn

 

mai senza demorde’

mai senza paura

forse ‘na pischella

la trovo pura

 

sarà forte il suo amore

e imperituro

e già solo al pensiero

me viene duro

 

poi per ‘l resto de la vita

so già come fare

d’estate se ride

d’inverno se svaga

mi’ mojie lavora

io resto a casa

 

cucino il mio brodo

con maestria

evviva er poeta de’ periferia

 

 

Poesia scritta a due mani da me e Carlo Gori, con il gusto anche di prenderci un po’ in giro.

Visita il blog di Carlo Gori : http://carlogori.spaces.live.com/

 

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