Archivio per febbraio 2010

Il Diario – Da quasi quattro anni in questo posto


Ed eccolo qui alle porte, il quarto anno di questo blog. Il 16 Marzo 2006 è stato il giorno in cui lo aprii non sapendo neppure come funzionasse un post, non riuscendo ad andare a capo scrivendo una poesia o postando pochissimi interventi al mese.
 
Attualmente, non appena posso metto qualcosa, basta un briciolo di ispirazione, appunti ripescati da un block notes, un testo che mi inviate, che esso riprende a narrare. Infondo lo si potrebbe definire banalmente " uno sciocco spazio fatto di stupidi simboli che sono divenuti per me un must. Il libro di Alexis, i disegni di Martina, Il cuore di mani di Laura e cosivvia, ma in ognuno di essi ritrovo la vera essenza e la motivazione che mi spinge a tirare avanti per queste pagine.
 
Non sapete per me che gioia, quando da una sciocca conversazione iniziata con un " come va piccola ballerina " con Kharon, ci ritroviamo a comporre in inglese una cosa riguardante il vuoto che alberga talvolta in noi, o di fiori con zilioni di colori. Parlo di lei perchè sta in Inghilterra, ma poi infondo, la gente meravigliosa che ho trovato in Windows Live, mi ha mostrato il suo animo ad ogni latitudine di questa pallina blu chiamata mondo. Non sapete per me che gioia sapere che Gully, la mia amica in Islanda mi chiama al telefono e stiamo a parlare per manciate di minuti, mezzora od un’ora, o quando l’aùrtigiana non artista che mi chiama Perlararùa, mi ascolta per ogni mio lamento, talvolta sorridendo, talvolta confortando.
 
Fondamentalmente il blog, e ne parlavo anche con Alexis l’altra sera, non è che lo spunto per conoscere, arricchirsi emotivamente, condividere. E che cos’è la condivisione se non amicizia ? Mettersi a confronto senza urtare i sentimenti, decidere di postare poesie foto insieme per veicolare stati d’animo, parlare di problemi o di leggerezza dell’animo, a seconda di come ci si sente ?
 
Come forse in molti già sapranno, non amo facilonerie tipo " Ti voglio bene " dopo 8 minuti che ci si parla, su questo ho scritto fiumi e fiumi di poesie e post e a chi lo dico o lo faccio capire è perchè ci tengo veramente.
 
Gente che viene, gente che va in questo posto di poesia, gente che ci viene una volta sola e non se ne va più, come Black Mirror, Jack Max e Carmen Basile. Gente che c’è stata per la comodità del momento parlando di vera amicizia solo perchè la cosa era dettata da un momento di carenza emotiva e fiducuia in se, Gente che è " una grande amica " solo perchè si propone di consolarmi perchè mi manca Laura, poi quando ritorna quest’ultima, chi me lo dice si dilegua.
 
E allora, boh, amo pensare che chi mi legge scorga questi momenti e sono tanti e tanti e inenarrabili in poche righe, ma come mi piace sapere che Dada e Valeria sono ancora lì a leggermi dall’inizio, come Marti, Lalla e Alexis, come Elle di Luna che ci scrivono pochi commenti, anzi pressochè nulla, ma so che leggono comunque e quando hanno apprezzato, anche senza commentare, mi esprimono opinioni in separatya sede. Loro sanno anche che il commento o ciò che pensano dei miei post, deve essere anche costruttivo, atto a migliorare ciò che porto quì. Il commento in se, ormai lo sapete, non mi interessa granchè, come già sapete che non voglio affatto comprarmi la fiducia di nessuno con atteggiamenti " lecchineschi " solo per avere un pensierino da ognuno sotto ogni post.
 
So che quì sono passati personaggi illustri, tipo Claudio Baglioni o Luvi De Andrè, la figlia del grande Fabrizio, ma non mi importa più di tanto, cioè non ne faccio un vanto o motivo di pubblicità. Mi piace pensare invece alla loro umiltà, di persone che dall’alto della loro Arte, quella con la a maiuscola, trovino anche 3 minuti della loro vita ogni qualvolta lo vogliano per sbirciare tra le pagine del poeta di periferia.
 
Qui passano poi gli amici di sempre, Sandro, Emiliano, Fabrizio, Toni e Sabrina e tutti gli altri, e sono veramente tanti che dimentico che mi hanno permesso di postare anche essi i loro lavori o consigliato anche essi per migliorare. Vorrei dirvi solo grazie per il fatto che questo blog, portato avanti con lo stesso spirito con cui un amante del modellismo, aggiunge un pezzettino per volta al suo modellino, sa che in ogni pezzettino di questo modellino c’ è un po di voi, dal Sudamerica al Giappone.dall’Islanda alla California, da ogniddove. Certamente so che ogniddove non se pò sentì, ma so che lo spirito del blog è questo, grazie a tutti quanti ancora una volta, da Amore Silenzioso a Maria, a Vento del Deserto, di certo so che finchè ci sarete continuerò a emozionarmi e a emozionarvi, scriverò per voi. Nei prossimi giorni vedrò Jackmax e brinderò con birra anche a questo. bello sarebbe poterlo fare con ognuno di voi, ma per quanto mi riguarda, in quel momento, socchiuderò gli occhi per cinque secondi e sarà come avervi presenti con noi al tavolo.
 
 
Marco Vasselli
 

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… e del sottile filo l’amicizia


 
Quì perso tra borgata e borghesia,
dove si va si va che vuoi che sia
ed è un filo sottile che lega
tutti gli affetti da Porta Maggiore a quella gente mia di Tor Sapienza,
come primaria culla
come la mamma
che vide andare questo suo figlioccio
li per le strade di quel suo poco mondo.
 
E vi trovai gli amici
e vi trovai gli scazzi
e ritrovai Emiliano e dopo Carlo
e ancora Laura, e Massmo e Martina
stori come altre mille ma speciali,
e dopo mille beni e mille mali
il piatto della bilancia segna zero.
 
E’ come un karma, un pareggiar di conti,
un equilibio
che fa giornate effimere e gentili
come di leggerezza andar
da quel di Termini in una libreria
al mercatino dove mangiammo assieme
kebab a cartocciate sottocosto.
 
Come di birra e caffè, di grasse risata
come l’andante paraponzipò
che lì si intona con Fabrizio e Sandro,
storie di dove e quando
bambini oltre i trent’anni ma di dentro
un sorridere di occhi, comunicar di sguardi ed intenzioni
come capirci al volo in un sol gesto.
 
Come di pizzeria tanto agognata
di un cantastorie che canta anche le nostre
di questa storia di questa filastrocca
che ha nome vita e suona a volte greve a volte è fiore
che delicato emana
il profumo dell’essenza
che ognuno di voi per me siete
gente di rara bellezza
immezzo a tutta quanta la tristezza,
e son quì a dirvi
di illuminarmi i passi.
 
 
Marco Vasselli
 
Per chi oltre mille tempeste resiste con me
grazie a tutti voi amici miei.
 
 
 
 

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Musica – Negramaro e Jovanoitti – Cade la pioggia


 

Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo e
non sa di noi
non sa di noi
non sa di noi
Cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch’io la pace
Cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c’è aria fredda intorno a noi
abbracciami se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo
E dimmi a che serve sperare
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
com’è sporca
questa pioggia sporca
Si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna a fango si ma torna
E dimmi che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione non muore
ma cambia colore
tu fammi sperare
che piove e senti pure l’odore
di questa mia pelle che è bianca
e non vuole il colore
non vuole il colore
no..
no..
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto

 

Un’esortazione a non perdere mai la speranza. Grandi i Negramaro

 

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Il Diario Rrwind 3 – Al bar con Martina


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To Laura – A Laura


 
 
Who are you
that impress your world on photos
making them unique moments
emotions almost tangible.
 
I look at those landscapes
bear me as messages
Your World
of your feelings …
 
Thanks friend
with all my heart
why make it more livable
and my daily
a little better
 
Marco Vasselli
 
to Laura M.
 
© All rights reserved
 
 
____________________________
 
 
 
Chi sei tu
che imprssioni il tuo mondo sulle foto
rendendole momenti unici
emozioni quasi tangibili.
 
Guardo quei paesaggi
che mi portano come messaggi
del mondo tuo
delle tue sensazioni…
 
Grazie amica
grazie di tutto cuore
perchè rendi tutto più vivibile
ed il mio quotidiano
un pochino migliore   ❤ 
 
 
Marco Vasselli
 
per Laura M.
 
 

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Il Diario – Emergenza Sudamerica, ennesima catastrofe, aiutiamoli, è tempo di agire


Immagine spostata o non piu' sul server

Emergenza Haiti – Scegli di AGIRE

Tre milioni di persone hanno bisogno di aiuto!

 

Oltre 13 milioni di Euro raccolti via SMS, versamenti bancari e postali.
Sono in pieno svolgimento gli interventi di emergenza delle nostre ONG ad Haiti.
Serve tutto il sostegno possibile.

 
I progetti delle ONG di AGIRE
Roma 24 febbraio 2010,  h 10.30
Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1

    2 commenti

    Cavaliere


    Beh,
    penso che l’unico corpo di polizia
    in grado di portarlo via
    sia quella mortuaria !!
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati

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    Slowly she rests


     

    Slowly sherests

    As the leaf on the ground

    On a bed of violets and mimosa

    And thoughts

    Faces

    Memories …

    Returning happy to tell

    Moments.

      

    And it is as though seen falling

    Salty drops

    Cheeks with tears

    How to know

    A world that has shut down.


      
    Slowly rests

    Regret on the

    It has a little more

    If the nail polish disappears

    Or the disappearing

    The smile from the face …

    Has a little more …

    If the resentment becomes heavier

    Like a stone

    Sinking into the sea.

      
    Slowly rests

    And it is a rest of a thousand sentences

    Which become the walls of rooms

    Where she stands closed

    Light and free

    What floor is laid.





    Marco Vasselli To Laura M.

    © All Rigts Reserved

    __________________________

    Piano si posa
    Come la foglia a terra
    Su un letto di viola e di mimosa
    E di pensieri
    Di facce
    Di ricordi…
    Che tornano felici a raccontarle
    Momenti.
     
    Ed è come se le vedessi cadere
    Gocce salate
    Sulle guance di pianto
    Come sapere
    Di un mondo che si è spento.
     
    Piano si posa
    Un rimpianto sull’altro
    E poco più conta
    Se dalle unghie sparisce lo smalto
    O le sparisce
    Il sorriso dal volto…
    …poco più conta
    Se il rancore diviene più greve
    Come un sasso
    Che affonda nel mare.
     
    Piano si posa
    Ed è un posarsi di mille sentenze
    Che divengono muri di stanze
    Dove lei chiusa stà
    Leggera e libera
    Che piano si posa.
     
     
     
     
    Marco Vasselli to Laura M.
     
     
    © Tutti i diritti sono riservati

     

    1 Commento

    Gli amici ? .. Emozioni perfette


     
    Ho dato un colore
    ad ogni vostro sorriso
    e ad ogni vostro gesto. 
    In ogni istante mi perdo in voi.
    Voi che mi rendete la vita più bella,
    voi mi regalate quella gioia che MANCA.
    Lasciate grandi traccie nel mio cuore
    e difficilmente ve ne andrete da lì. 
     
     
     
    Image Hosted by ImageShack.us
     
     
     
    .GRAZIE.
     
     
    Poesia e foto Martina C.
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     
     
     
     
     

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    A kiss on the forehead – Un bacio sulla fronte


     
     If you go from here
    Take back your smile forgotten
    that day in October for a distance
    and the music of Red Hot
    and what your saying
    eyes aghast
    and thousands of silence
    and a dog named Saki.
    Recalls and put aside
    your smile hidden for too long
    But I know that there ‘to instill an eye of heaven
    And now it’s time
    you take away the veil
    melancholy abandonment
    and friends
    Grab your backpack
    Photo and stay there
    waiting
    walk the pain of an absence
    that although
    by different paths
    still hurts
    and we know it
    Good luck
    and a kiss on the forehead
    and who knows if the world
    will realize
    than I’ll miss you
    but time back
    Do not you ever give …

     
     
     
    Marco Vasselli to Laura M.

     

     
    © All rights reserved
     
     
    _________________________
     
     
     
     
    Se te ne vai di quì
    riprenditi il tuo sorriso dimenticato
    da quel giorno di un Ottobre lontano,
    e la musica dei Red Hot
    e quel tuo dire
    di occhi sbigottiti
    e mille e mille silenzi
    e un cane di nome Saki.
    Ricorda e metti a parte
    del tuo sorriso nascosto troppo a lungo
    ma sò che c’e’ infondo agli occhi di cielo
    Ed ora è ora
    che tu tolga quel velo
    di malinconico abbandono
    ed ora amica
    prendi il tuo zaino
    di foto e rimani lì
    ad aspettare
    passi il dolore d’una assenza
    che anche se
    per strade diverse
    ancor ferisce
    e lo sappiamo entrmbi.
    Buona fortuna
    e un bacio sulla fronte
    e chissà se il mondo
    si accorgerà
    di quanto mi mancherai
    ma il tempo indietro
    non te lo danno mai …
     

     

    Marco Vasselli a Laura M.

     
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    Dove vai ? – Estate 2009


     
    Dove vai ?
    Ci siamo visti ieri,
    tu eri una scheggia di energia che rideva,
    tre anni sempre così
    ed ora ?
     
    Quanto mi mancherai piccola scheggia,
    Ciao …
     
     
     
    Marco Vasselli

    Per Laura M.
     
     © Tutti i diritti sono riservati
     

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    Il silenzio dell’anima


     
    Lacrime di pioggia,
    il silenzio dell’anima
    eppure pulsa questo mio cuore di sangue vivo
    come la calce fresca
    dei muri riedificati dal disappunto.
     
    Solitutine a fiumi
    o fragorose risate a scoppiarmi in volto,
    credevo di averti persa
    ma ho ritrovato molto.
     
    Stai lì in silenzio
    forse non so sapere cosa vuoi dire
    forse avrà un senso a se questo dolore
    lenito dalla presenza di chi non c’era
    e ,
    d’un tratto
    come temporale rigenerante
    or giunge a me
    con il viso di bella donna che io conosco
    e di cui so
    che il silenzio profondo non dormirà
    non è piombo stavolta,
     ti voglio bene  !!
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     

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    Beyond the moon – Al di là della luna


     
    Beyond the Moon
    there is a coldness,
    the void of absence,

    the siege of melancholy.
    beyond the moon
    weightlessness
    and lightness of head, with thoughts.
     
    Beyond the Moon
    There is no ‘today
    there yesterday
    is only
    constant coming and going
    days gone

    beyond the Moon 

     
    _______________________
     
     
    Al di la della Luna
    c’è il gelo dell’anima,
    il vuoto dell’assenza,
    l’assedio della malinconia.
    al di là della luna
    assenza di gravità
    e leggerezza di testa, di pensieri.
     
    Al di là della Luna
    non c’e’ oggi
    non c’è ieri
    soltanto c’è
    un continuo andirivieni
    di giorni andati via

    al di la della Luna
     
     
     
     
    Marco Vasselli

    © Tutti i diritti sono riservati

    Questa poesia, nata nell’Estate del 2009 e scritta originariamente in italiano, rappresenta un momento brutto dela mia vita, dovuto all’assenza di una persona,  ma nello stesso tempo il testo credo sia trai miei migliori ed è una delle mie poesie preferite

     
     

     

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    Il Diario – Musica per voi


     

    http://cid-ac7a341f5138bd15.skydrive.live.com/embedicon.aspx/Musica

    Andate a vedere un po della musica che ascoltoi io, buona giornata, amici del blog

     

    Marco Vasselli

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    FotoRacconto – Una canzone mi parla di te


     

     

    Il silenzio incombe
     parte una canzone
    che mi parla di te
    ma io non rispondo
     
    e mica sò matto,
    e che me metto a parlà cor Mediaplayer ?
     
     
     
     
    Poesia e foto di 
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati

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    FotoRacconto – Er mediaplayer


     
     
    Rientro a casa fiacco
    stanco morto,
    bevo ‘nbicchiere d’acqua e me rinfresco,
    e mentre me domanno quann’è che cresco,
    accenno a palla la musica ar pc.
     
    Er mediaplayer
    è quell’appricazione
    che me consente de ritrovà me stesso
    e co la musica a cannone
    dentro a stà mezza specie de stanzone,
    passano i pomeriggi a ricordamme
    tra tutte le canzoni dell’elenco,
    dai Doors ai Queen
    fino a Luigi Tenco
    dei bei momenti
    trascorsi co l’amici,
    che tra nà chiacchiera,
    dù risa e nò svarione,
    condividettero co me
    tutte quele canzoni,
    tutte quele note
    che rendono quanno c’è malinconia
    le mie giornate armeno meno vòte.
     
    " Te manno stà canzone "
    " Senti questa !! "
    Ce stanno Vasco Rossi e Ligabue
    C’è Gino Paoli, Bocelli e l’Afterhours,
    ce stanno i Pooh
    C’è Franco Califano, Lando Fiorini
    e Colle der Fomento.
     
    Ce stà un minutino
    dentro de me un momento,
    che mentre schiaccio play ritorna indietro,
    a ricordasse, de uno, due
    o de vent’anni addietro,
    fincheà le casse
    nun cederanno e er muro nun se crina
    ascorterò Baglioni, Carmen Consoli e Sarina
    o le canzoni der Sito Esaurito,
    come che tutto er tempo che se n’è ito
    è stato speso bene,
    pè ogni attimo cò l’anima in catene,
    ce ne stà ‘n arto addò me sento bene,
    e grido a squarciagola come Bisio, Co tutte le canzoni dae Battisti,
    o De Gregori, o De Andrè o quantartro,
    solo pè potè dì
    che me sò fattro ‘n quattro
    e me riposo
    cantanno nà canzone !!
     
     
    Marco Vasselli
    agli amici di Messenger ed a coloro che con il Mediaplayer
     hanno condiviso musica ed emozioni con me
    Bei momenti che ho nel cuore,
    consapevole che ce ne saranno ancora di nuovi.
     
     

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    Ode a Windows 2000


     

    Con la tua spianofortata iniziale,

    le tue finestre di grigio

    la tua semplicità,

    Con il tuo Mediaplayer 8 e 9

    con il tuo Internet Explorer 5 o 6

    e il messenger

    quello con bordatura paleolitica

    versione dalla 6

    finanche 7.5 porcaeva !!

     

    Vedevo aprirsi un mondo

    fatto di sogni,

    le prime conoscenze di persone,

    i primi battibecchi,

    i primi amici in web,

    il mesto blog

    ben presto divenuto il mio quaderno.

     

    Ed ora più non odi

    quel tonfo tipo  " plord " quando fai errori,

    e più non usi

    Office 2003

    e tutti i componenti preferiti,

    ed MSN era se stesso,

    non Windows Live o Blind

    o pizzeffichi.

     

    Più non accedi

    rompendoti le scatole,

    o cerchi driver,

    sbagliando installazioni.

     

    Quei 500 mega

    erano tutto e nulla,

    roba che ci potevi avere pure

    un disco fisso di prima della guerra.

     

    Poi XP,

    Poi Vista

    Poi Windows 7

    e dinosauri da 10 gigabite,

    con grafica e colori strabilianti,

    richiedono computer più potenti,

    e più non trovo

    quella semplicità di fare,

    e mi domando se ti ritroverò caro sistema

    nell’albo dell’archeologia della memoria,

    te che di memoria

    chiedevi solo 64 mega,

    ma il tempo incalza,

    e tanta evoluzione

    non ha giovato ai nostri portafogli,

    e tanto più

    che con i successivi,

    ci fai le stesse cose del 2000,

    l’uomo moderno,  tanta modernità

    ti potrò dire dove sel’infila ….

     

     

    Marco Vasselli

    Al primo sistema operativo che ha usato

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    4 commenti

    Musica – Afterhours – Male in polvere


    Cento demoni giocano con te
    Come puoi sentirti solo più che mai
    Uomo orribile hai cibo in polvere
    Che mi fa accettare di essere finito

    E ti dici che andrà bene se
    hai l’orgoglio per il tuo niente
    Non mentire su te
    Con te

    ma c’era un male in lei
    Che non si cura mai
    Nè coi baci nè con la cocaina sai
    Senza lacrime senza regole
    E’ soltanto male in polvere

    Ciò che conta sei tu
    Sei tu

    Cento demoni viaggiano con te
    Ma la testa sa che ci sei solo tu

     

    Intensa tristezza

     

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    … e piume di pavone dissipai


     
    Come piume di pavone dissipai
    le strofe ,
     le mie più belle
    e
    di colori inondai quaderni ,
    quasi a restare eterni a ricordare
    che eri e bella sei da ricordare.
     
    Io e te
    come quel mare
    che ha ricercato il fiume
    e sdraripar di pianto
    poi l’imcontro
    come del mare il fiume
    e
    come le penne di pavone stanno ,
    così ci apparteniamo dentro noi
    adesso
    e ieri
    e sempre
    ed infiniti !!
     
     
     
    Marco Vasselli
    © Tutti i diritti sono riservati
     
     
     

    ,

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    Il Diario – Rewind 2 – Nuotando nell’aria


     
     
     
    … e con me cantò questa
     
     
     
    .

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    Il Diario – Rewind 1 – Magdalena


     
     
     
     
    … e mi mancava l’amica che amava cantare questa
     
     
     
    .

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    Musica – Afterhours – Riprendere Berlino


     

     

    Luce del mattino
    Luce di un giorno strano
    Pensavi di esser perso
    Che cambia il tuo destino

    Non sarebbe bello
    Non farsi più del male
    Non sarebbe strano
    Se capitasse a noi

    Anche il paradiso
    Vuole essere un inferno
    Era tutto scontato
    Finché non sei caduto

    Non sarebbe bello
    Riprendere Berlino
    Non sarebbe strano
    Prenderla senza eroi

    Non sarebbe bello
    Venire ad incontrarti
    Senza aver paura
    Di non ritrovarci mai

    Fuori dalla tua porta
    Fare la cosa giusta
    Essere razionali
    Mentre ti gira la testa

    Non sarebbe bello
    Non farci più del male
    Non sarebbe eroico
    Non essere degli eroi

    Non sarebbe strano
    Essere più leggeri
    E non aver paura
    Se capitasse a noi

    Se capitasse a noi
    Se capitasse a noi
    Se capitasse a noi

    Il testo poetico è scandito dalla batteria che ricorda un treno in corsa, è favolosa !!

     

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    ‘nverno dè Tor Sapienza


     

     

    Ecco er quartiere mio,

    ste quattro case dè quattro piani l’una,

    dove li giorni uguali dè st’Inverno

    cianno  er sapore dè  paese antico.

     

    Stretta tra le dù strade conzolari

    tra fabbriche de ‘nà pseudo civirtà

    stà Tor Sapienza

    quella che dela tore ha solo er nome

    perchè dar mille e quattrocento e passa

    ce stava scritta la storia dè sto posto,

    parte dè monno in me omnipresente.

     

    L’americani e lì bombardamenti

    rasero ar suolo lo stemma dè casa mia

    dove mì nonno partigiano e contadino

    l’ha amata lui pè primo

    e poi mì padre, mì fratello e io.

     

    Quì trovi ancora er vineoli antico

    che vineoli ce se fece ricco,

    er feramenta, er carzolaro e er sòla

    e quelli sò parecchi ‘n tutta Roma.

     

    Quì c’è er Casale

    che ‘ntitolarono a quer Michele Testa

    che appartenette a zia,

    era ‘n amore

    e se faceva er latte e le verdure

    e adesso er centro anziani

    er centro curturale

    e c’è la samba.

     

    Vecchio quartiere mio

    dall’animo gentile

    schietto mà bono

    come st’Inverno der rumore er sono

    dè traffico e gente core pè stà piazza.

     

    Quì er primo amore, quelli da regazzino

    quì la mijore amica

    er bare dè Severina che più non è

    quello de Pino e quello de Marco  e Mauro.

     

    Quì c’è er barbiere Gianni

    e c’è er Vernice, quì Riccardone, dove er pabbetto è storia

    c’è Anna dele borze

    e Massimo, Mirchetto e ‘e Tre Venezie

    anche se non ho ancora ben capito

    che cazzo c’entreno nell’ambito de Roma.

     

    Vivo dè tutto quello che me ispira

    e quì la prima strofa, a prima rima,

    e quì

    ‘a prima sigheretta sur terazzo

    dove tutt’ora, se ce dovessi annà,

    vedo stà piazza

    cò quela scola dove corevamo

    pè dele scale enormi pè noiartri

    che regazzini annammo

    da grossi a portà appresso dentro ognuno

    ‘n pezzo dè Tor Sapienza,

    casa der monno mio

    casa dè tutti.

     

     

    Foto e poesia di

    Marco Vasselli

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    Musica – Piero Pelù – Io ci sarò


     

    Ottimismo a colazione
    è quello che ci vuole
    dopo la notte che ho passato alla stazione
    se vedo umani attorno all’osso
    ad abbaiare ai cani
    forse è il momento giusto
    di saltare il fosso
    non abbassare lo sguardo con nessuno
    fuori dal brutto sogno con le mie idee
    non c’è bisogno babe di fare male
    voglio soltanto farmi rispettare

    io ci sarò con tutto il mio entusiasmo
    un’altra storia da vivere c’è ora
    io ci sarò con tutto il mio entusiasmo
    con tutta la rabbia che c’è in me in me..

    c’è rabbia da dividere

    io mi vesto da assassino
    con il mio passato
    ho esagerato ma è più forte di me per ora
    lassù qualcuno mi ama
    e sento che mi chiama
    mi dice avanti non lasciarti andare mai
    disegna l’onda con cui poi tu giocherai

    non abbassare lo sguardo con nessuno
    tu puoi chiamarlo orgoglio
    è la mia idea
    non c’è bisogno babe di dimostrare
    ci basta solo farci rispettare

    io ci sarò con tutto il mio entusiasmo
    ci scambieremo lo sguardo e poi e poi
    io lo farò con tutto il mio entusiasmo
    un’altra storia da vivere c’è e c’è e c’è
    io lo farò lo farò lo farò con tutto il mio entusiasmo
    un’altra storia da vivere c’è
    io ci sarò ci sarò ci sarò io ci sarò
    con tutto il mio entusiasmo
    ci scambieremo
    lo sguardo e poi e poi e poi

     

    Un inno ad andare sempre avanti dal grande Piero Pelù

     

     

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    Filastrocche narreranno


     
    Filastrocche narreranno
    di come l’uomo e il poeta persero amici
    trovaron serpi che tennero nei sogni
    di là del vetro
    come di non potere e non provare altro che rabbia.
     
    Filastrocche narreranno
    della sua amica
    quella che è sempre stata
    la parte meno greve in questo viaggio,
    la penna narratrice che si mosse
    sopra dei fogli blianchi
    semplici e lievi parole
    a consolare genti
    amici e intenti tanti e quei momenti
    come a giocar di sponda coi ricordi
    tornano vivi anch’essi.
     
    Sia di di una spiaggia marchigiana,
    di un sole che tramonta livido a Boston,
    sia esso la campagna toscana
    o quattro strade dissestate del suo quartiere,
    il poeta narrava.
     
    Anelando di ricordi e di ritorni,
    esso vide la luce d’un’era
    ricominciare come dopo la notte tanto freddo
    e
    oltre quel freddo l’alba
    dove camminerà e cammineranno
    tutti coloro i quali
    han dato peso al metro e al giusto verso,
    mangiando il pane assieme
    fumando su terrazze d’un’isolotto
    lontan da chi
    solo per far salotto
    derise a oltranza.
     
    Filastrocche narreranno
    di incubi diurni
    come che del lavoro la carenza
    come che del razzismo
    e il peggio
    e il meglio
    di questo mondo
    pallina blu nel vuoto
    dove poeta stette ad aspettare
    nuove parole
    e verso
    e ispirazione.
     
    Riprese così il cammino
    da Tokio a Liverpool
    New York e Quarticciolo,
    urlo d’un cuore solo
    che guardando attorno
    vide Matera e i Sassi
    Milano,
     poi Napoli, 
    poi Roma
    come la mamma
    chead abbracciar gli disse:
     " Bentornato !! "
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    Pasticceria


     
    Talvolta meglio essere diplomatici
     
    e non sparare cassate !!
     
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    FotoRacconto – Alba, battaglia e pace


     
     
     
    Via di qui
    con il cappotto di l’altranno
    quello nero lungo fino ai piedi
    quasi come piccolo principe,
    ma del regno purpureo dell’alba.
     
    Via di quì
    con un bagaglio di vari attrezzi e di bell’intenti,
    saranno dieci o venti
    quelli con me questa mattina
    alla stazione di Centocelle prendere il treno
    che porta altrove.
     
    Dove non so e non lo so sapere
    dove voglio tornare oppure non oso pensare
    dove c’è un gatto e il mare
    tra me e i miei sogni
    distesi su arcobaleni di mezzogiorno.
     
    Temporali finiti i nostri sentimenti
    battaglie di tanti intenti lasciati stare
    come pugnale nel petto questo dolore
    colpo di canna che è duro da passare
    come di colpo poi
    guarire
    dall’estrema illusione del nulla.
     
    Quando che il nulla torna
    sarò già
    alla stazione di non so dove preso di mira
    da altri seicentomila colpi di canna
    ma
    finche l’attimo giunga d’una nuova vittoria
    guardo questa banchina
    lunga come la notte che ho oltrepassato
    per arrivare all’alba d’un altro viaggio.
     
    E vado e vado
    dove non so
    e non lo so sapere
    dove sorrisi d’altri mai saranno
    quello che avevi te
    semplice e gaia
    come stelle cadere a migliaia
    desideri realizzati
    ed è la pace !!
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    Ho imparato a capire


     
    Ho imparato che c’è sempre un motivo per ogni cosa,
    che le cose belle non puoi farle accadere per forza,
    le cose belle avvengono quando meno te lo aspetti.
    ho imparato che in una qualche misura siamo importanti per ognuno di coloro che ci circondano
    e che anche chi non te lo dice può volerti bene,
    lo si vede da un gesto.
    Ho imparato che l’amicizia non si vede dal tempo in cui ci si frequenta o ci si sente,
    bensì dalla qualità di esso.
    Credo di non aver imparato abbastanza dalla vita,
    ma quello che so è che è un viaggio in treno con un unico biglietto.
    Beh,
    ho imparato a cercare di rendere un po migliore
    il vaggio mio e di chi mi sta attorno.
     
    Che bello sarebbe il mondo se ognuno nel suo piccolo lo facesse !!
     
     
    Marco Vasselli
    a Laura M.
    la persona che me lo ha insegnato
     
     

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    L’unicorno


     
    …e venne l’unicorno nella notte
    e piangeva
    e singhiozzava
    e non più luce attorno a lui
    e non più il corno.
     
    Disse " Voi uomini non sognate più,
    quando lo fate
    cercate materialismo,
    non vi accorgete che
    il sogno in primo luogo
    è il luogo dentro voi
    dove desiderare
    un mondo un poco meglio
    per tutti quelli che vi stanno attorno ".
     
    Presi una penna
    gli dissi
    " aspetta un attimo
    fammelo sognare
    stò mondo meglio "
    da allora in poi
    la poesia
    o quel che le somiglia
    mi tiene sveglio a tner svegli i sogni.
     
    E’ il rifugio per quando le cose vanno male
    la mia ironia
    la forza di chi sogna
    e di quel sogno fa la meta ambita
    e ce ne sono
    di genti come me che sogna
    e di quel sogno
    fa che sia la sua vita.
     
    L’unicorno è lì che aspetta
    qualsiasi artista o tale
    voglia fuggire un mondo di diossina
    tornar bambino per qualche minutino
    sapere amare
    è il sogno che diviene
    la vita che si spande tutt’intorno.
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    L’importanza


     
    L’IMPORTANZA DI UN MOMENTO
    CHIAMATO AMORE
    DURATO ANNI
    MESI
    GIORNI ED ORE
    A DOMANDARSI SE E CON CHI
    COME E PERCHE’…
     
    MA L’AMORE NON SI FA DOMANDE
    NE TANTOMENO DA RISPOSTE
    NE MUORE IN UN BATTER DI CIGLIA.
     
    MA E’ CHIUSO LI’
    COME UN’OSTRICA
    NELLA SUA CONCHIGLIA
    AD ASPETTAR…
     
    E’ QUESTA L’IMPORTANZA…
     
    CONOSCERSI
    AMARSI
    PERDERSI L’UN NELL’ARIA
    E RIPARTIRE
    ASSIEME E PIU’ FORTI
    PER UN ISTANTE
    O PER LA VITA INTERA
     
     
     
    MARCO VASSELLI
     
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    FotoRacconto – Four stars for a blog


    http://cid-ac7a341f5138bd15.skydrive.live.com/embedalbum.aspx/IlmondodiMartinaC%c2%a9Tuttiidirittisonoriservati

                  A Plastic Star is better than 1000, couse she is my fan number 1 !!

    http://cid-ac7a341f5138bd15.skydrive.live.com/embedalbum.aspx/LadyAngelCarola4sWorld

    The star of the Angels come from Germany !! 

     

    http://cid-ac7a341f5138bd15.skydrive.live.com/embedalbum.aspx/KharonGillianRossi%c2%a9Tuttiidirittisonoriservati   A star for more beauty crazy dancer in England !!

     

     http://cid-ac7a341f5138bd15.skydrive.live.com/embedalbum.aspx/Un4artigianaDiStratta

    A Star for Tuscany, she is This … ehm … DiS !! 

     

      

    Four star for this blog. Their art, their life, their friendship for me is for me the force to continue

    Tank Yuo Martina, Carola, Kharon, Distratta

    Marco Vasselli

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    6 commenti

    … e mi sento così


     
    … e mi sento così …
    da un lato malinconico e distante,
    dall’altro libero,
    leggero,
    come la piuma di Forrest Gump,
    come la neve,
    bianca e soffice,
    come una bolla di sapone in volo,
    solo,
    ma con il più bel dono che ricever si possa,
    tutti i sorrisi
    e l’amicizia vostra !!
     
     
    Marco Vasselli
     
    Agli amici
     
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    4 commenti

    Gadget


     
    Potrei provare ad affittare un palco
    con nani e ballerine danzatrici di ventre a distribuire libricini che si aprono
    e trenini che partono
    inneggiando alla poesia ma scrivendoci sciocchezze.
     
    Potrei chiamare fan numero 1 migliaia di donne
    ma so che cen’è una ed è Martina.
     
    Potrei chiamar Stella d’Islanda tutte
    ma non tutte siete islandesi
    non tutte voi sarete come Gully
     
    Potrei chiamarvi Ale a tutte le alessandre
    ma c’è l’Alexis, l’amica di quatrtro anni.
     
    Potrei chiamare Massi tutti i massimi
    ma dopo sembrerebbe un viale in pietra
    di Massi ci stà Jackmax
    come di noni che ad altri non ho messi.
     
    Potrei stampare cuori con le mani,
    quelli dell’amicizia che riunisce,
    ma sai è di  Lalla, non altre settemila.
     
    Potrei chiamare Dancer o Crazy artist, ogni qualcuno che balla e è pazzerello
    Ma c’è già Kharon che gira e balla e canta,
    compone filastrocche anglo italiane
    assieme a me che inglese poco scrivo.
     
    Distribuirei mille specchietti neri,
    ma l’unica di tutte che scrive versi veri,
    mo grevi, mo leggeri, riflettendo
    è la Black Mirror la poesia in persona.
     
    Potrei chiamar stellina tutte quante
    ma so che un’artigiana se lo merita,
    pittura e scrive e poi mi fa la predica, su questo e quello
    e rider di cicchine.
     
    Se dimentico qualcuno, qualcuna, in ogniddove,
    sappiate che c’è posto un po per tutti
    e ci sarà posto per benzinai e professori,
    per vinaioli, piastrllisti e vari
    per contadini, preti ed infermieri,
    la cosa certa, è cari miei lettori
    che c’è la poesia di dentro questo posto
    che da Armonia, a Carmen o Michele,
    come la nave va
    spiega le vele !!
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    agli amici ed
     
    a tutti coloro che credono che quì ogni sei commenti c’è un " ti voglio bene " in omeggio
     
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    9 commenti

    Una mano al prossimo


     
    Chissà perchè
     
    quando tendo una mano al prossimo,
     
    il precedente s’incazza sempre !!
     
     
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    6 commenti

    Fotoracconto – Il blog è donna, grazie amiche mie !!


     

     

    Dal 2006 ad oggi mi avete seguito in questo blog, lo avete arricchito dei vostri lavori, talvolta donati talvolta collaborando con me alla loro realizzazione. Talvolta ero triste e voi siete stato il mio sorriso. Talvolta eravate tristrti voi ed io vi ho aiutato con la cosa che meglio mi riesce la poesia. Mi avete insegnato un milione di ocse, mi avete dato l’importanza che si riserva ad un vero amico e così anche io. Volevo dire solo poche cose, ma se inizio a scrivere non finisco più, quindi voglio semplicemente ringraziare Laura, Martina, Alexis, Valeria, Daniela, Distratta,Black Mirror, Ance, Gully e Kharon, sperando possa continuare a lungo il mio cammino con voi perchè lo avete impreziosito e migliorato in passato. Da quattro anni siete ognuna di voi la mia marcia in più quindi beh, Grazie amiche mie !!

     

    Marco Vasselli

    Foto, disegni e creazioni nel montaggio di Marco Vasselli sono delle rispettive proprietarie

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    2 commenti

    Giullari di un Dio


    Li devo a voi
    i miei modi di dire,
    gli atteggiamenti,
    il mio esser sereno, incazzoso,
    il mio esser giullare
    d’un Dio che non mi vuole e no mi spetta.
     
    Sono contento con voi,
    siete la pioggia e il sole,
    ristoro e tristezza e gioa subito dopo.
     
    Allietate le mie giornate,
    assieme a me mangiate,
    bevete,
    ragionate,
    di palo in frasca,
    io come il giamburrasca del duemila e passa,
    come che passa,
    questo tempo amorfo,
    come che cerco in voi quello che sono,
    un piccolo,
    imperfetto momento nell’andare,
    e nell’andare io
    ritrovo voi
    pochi
    sinceri
    veri amici miei.
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    Agli amici
     
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    Non mollare mai


    Quando ormai tutto attorno sembra perso
    aspetti un giorno nuovo
    un cielo terso
    poi scopri che nulla torna, ma tutto si rinnova,
    e scopri che nel mondo non sei solo
    e le tue ali
    potran riprender volo.
     
    Solo, nel deserto del cuore,
    troverai fonte per bere,
    sedia per riposare
    rigenerato e amante
    di questa vita
    proprio come tante,
    una, piccola,
    miracolosa sebbene umile
    perla di quest’immenso che io amo.
     
     
     
    Marco Vasselli da un’idea di Alexis Ghidoni
    © Tutti i diritti sono riservati

    1 Commento

    Sera tra tante


     

    ME NE VADO

    PER LE STRADE DEL QUARTIERE

    PENSO CHE VADO

    COME TUTTE LE ALTRE SERE

    LUNGO LA STRADA DELLA FANTASIA.

     

    IL MIO DOVERE

    – MISERO TRALL’ALTRO –

    QUELLO DI TRAMUTARE IN POESIA

    LA MIA DI STRADA

    QUALUNQUE STRADA SIA.

     

    LA MIA DI STRADA

    E’ QUELLA DA SEGUIRE

    E ALLORA,

    QUANDO IL SOLE VA’ A MORIRE

    MI METTO SOLO

    E SOLO ME NE RESTO

    AD ASPETTARE CHE S’ ANNEGHI IL GIORNO

    DENTRO L’INCHIOSTRO

    DI QUESTO CIELO NOSTRO.

     

    FUMO UNA SIGARETTA,

    VADO A CASA

    AD ASPETTAR DOMANI

    L’AVVENIRE.

     

    GIORNI FUTURI

    GIORNI CHE VERRANNO

    ED ALTRE STORIE POI

    DA RACCONTARE

    TROVAR LA FORZA

    ANCORA PER ANDARE,

    PERCHE’ E’ ORMAI QUESO

    IL MIO MISERO DOVERE.

     

     

     

     

      Marco Vasselli

     

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    Sopra ali d’airone


     
    Sai che potrei portarti via
    sopra ali di airone,
    io e te leggeri come i sogni
    come bolle di sapone,
    leggeri come un pensiero,
    ma più intenso,
    più vero
    e nell’immenso
    come puntini di luce
    giocano nella notte,
    io e te soltanto,
    inizi di primavere.
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     

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    A Massimetto


     

     

    Dice quarcuno

    che da che monno è monno,

    dai tempi dè mì nonno e pure prima,

    che Roma abbraccia tutti come mamma,

    dice poi pure che

    tra er blog e quattro mura dè na casa

    poi da conosce gente

    quella vera.

     

    Poi da conosce quello cor core ‘nfranto,

    quello che parli così, dè tanto ‘n tanto,

    poi da conosce la donna sfiduciata

    che vole sempre da sentì ripete,

    che lei è bella,

    e poi se è bella quanto

    uffa che palle,

    invece ve racconto

    de quell’ometto che è carvo come me,

    che cià i problemi ma che nù li ostenta.

     

    Questa è la storia deMassimo er poeta

    che da nà chatte nota,

    scrive parole pè la Roma sua,

    dè lì palazzi dè periferia,

    come der Pincio, er Vaticano o Spagna.

     

    E’ storia vera,

    dè uno che nun getta mai la spugna

    e se ha ‘n problema nun se ne vergogna,

    è come mè

    poeta da dù lire,

    noi che la lira l’avemo conosciuta,

    come pè divve che quello che ce fa scrive

    nun sarà er fatto dè esse artisti a saldo,

    si noi lo famo, nun sarà mai pe’r sòrdo.

     

    Massimo come me

    scrive quello che vive e ciò che sente

    e cor portatile nela borzetta ar collo

    viaggia come nà trottola coi mezzi,

    sur tre ci ha fatto ‘a buca

    è nà seconda casa.

     

    Lui che nun dorme,

    e addopra quelo schermo

    giorno come la notte,

    feriali e prefestivi

    pè dicce a tutti quattro strofe ar giorno.

     

    Je vojo bene,

    perchè me sà capì

    e nun me ‘nporta pè chi nun pò capì,

    Sò solo che a stò monno de ideali,

    mettemo solo margini dè foji

    come dè porte i pali,

    pè ‘nsaccà dentro,

    e mette ‘n artra strofa

    sur tabellone dè una partita assurda,

    poeti contro i vuoti,

    e noi vincemo pè ventisette a zero !!

     

    No, grazie Massimè,

    guarda,

     davero,

    se rivedemo lì a Porta Maggiore,

    stavorta pago io, nun vado a scrocco,

    era pè ditte de esse solo contento

    dè avè ‘n amico vero come te

    che ha dato molto e nun m’ha chiesto tanto.

     

     

     

     

    Poesia di Marco Vasselli

    Per

    Jack Max Casavecchia

     

    Fotografie di

    Jack Max casavecchia e Marco Vasselli

     

    © Tutti i diritti sono riservati

     

     

    12 commenti

    Piccoli fabbricanti di scarpe


     
    Quanto lavoro
    costano i nostri passi
    sulla strada del benestare
    bambini a lavorare.
    Quanto ottimismo per l’economia
    e intanto un’altra infanzia se ne va via,
    eh già,
    se ne và via,
    dove istruzione e amore son negati.
     
    Bimbi
    bimbi soldati o lavoratori
    per noi
    avidi divoratori
    di benestare
    nella lentezza della tua giornata
    mille pensieri ti sfiorano la testa
    ma hai mai pensato
    che all’altro capo del mondo
    potesse esservi una vita come questa ?
     
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    da un’idea di
     
    Laura M.
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     

     

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    Musica – Marlene Kuntz – Infinità


     

    http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=8f745fb2cc18498dab22983f543c1884.flv&ap=0

     

    Vieni qui, vicino a me e fatti piccola
    ti sogno avvolta e tenera in calde cavità

    La mia emozione è un brivido,non la sperderò.
    Ma prenditi un mio battito, mischialo col tuo.
    La cosa più speciale che mi potessi offrire è un lampo di infinità, che non mi fa dormire. E non mi fa vegliare, ora e per sempre ora.

    Vieni a farti vela in me e portami con te. C’è un soffio di vertigine che ci sospingerà.
    La cosa più speciale che mi potessi offrire è un lampo di infinità, che non mi fa dormire. E non mi fa vegliare, ora e per sempre ora.

    Rimani così, nel sogno in cui sei, e lasciati sussurrare.
    Rimani così, nel sogno che sei, e lasciati accarezzare.
    Rimani così, nel sogno in cui sei, e lasciati mormorare.
    Rimani così, nei sogni che fai, non ti vorrò ridestare

    Questa è la mia preferita dei Marlene Kuntz, questa è poesia

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    Er ricco, er povero, er poveraccio


     
    Dice che ar monno
    semo tutti uguali,
    li ricchi, li potenti e er poverello.
     
    Ma quello ricco
    dorme nei mejo arberghi,
    mille e ‘na notte quasi tutti i giorni …
    er poverello dentro a ‘na casetta
    e magna a stento
    er primo ed er secondo e li contorni.
     
    C’è er poveraccio poi
    er più sfigato,
    che vive sotto a ‘n ponte ala Magliana…
    nun se domanda se la vita è bella,
    de la politica
    der bar, ‘a discoteca…
    domanna a te
    quarch’euro pe la strada
    perchè lui c’ha ‘na fame che lo ceca.
     
    E la morale
    de tutta stà storiella
    è che ‘n è vero
    che è mejo fortunati che esse ricchi
    perchè senza li sordi amico mio …
    poi esse pure
    pieno de volontà,
    ma se lo stomaco
    reclama e c’ha ragione
    la volontà …
    quì nun te posso dì ando’ te la ficchi.
     
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati

     


     

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    Il bacio più bello


     
    Quando la notte
    bacia il giorno sulla bocca
    e lieve,
    sottile lo tocca …
    l’alba …
     
     
    Marco Vasselli
     
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    VideoRacconto – Cesare Cremonini – Quando non sai


     

    Quando non sai trovare in te nè verità nè conclusione
    Tu non ti abbattere, rimani in te
    prendi un foglio e scrivi una canzone…

    E se non sai più ridere nè di te, nè del dolore
    tu nn ti abbattere, rimani in te
    prendi un foglio e scrivici il tuo nome…

    Quella sei tu, come eri bella in questa foto a testa in giù,
    come ridevi o dovrei dire, com’eri tu.
    E se non sai capire se la realtà è un illusione
    tu non ti abbattere rimani in te,
    prendi un foglio e scrivi le parole…

    Quella sei tu! I tuoi sorrisi non nasconderli mai più!
    Ti serviranno vedrai ancora!
    Ti serviranno vedrai ancora!
    Ti serviranno vedrai! Ti serviranno vedrai!
    Ancora! Ancora! Ancora!
    Finchè non sai trovare in te
    le verità della ragione
    tu non ti abbattere rimani in te,
    prendi un foglio e scrivi una canzone…

     

    Più che una canzone, una poesia vera e propria del grande Cesare Cremonini

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    Eine Träne – Una lacrima


     
    Eine Träne rollt über meine Wange
    sie zeigt wie sehr ich dich vermisse
    wie gerne ich in deinen Armen liegen würde
    wie hoffnungsvoll doch diese Träne ist.
    Doch sie zeigt mir auch
    wie einsam ich bin.
     
    Eine Träne läuft über meine Wange
    und berührt meine Haut
    ich wünsche du wärst es der meine Haut berührt
    und nicht diese Träne. 
     

    Tränen laufen nun um die Wette
    stürtzen sich mein Gesicht herunter 
    und geben mir ein Gefühl von
    Erleichterung und Hoffnung.
    Auf eine Art und Weise 
    die ich nicht beschreiben kann
    sind sie etwas wertvolles
    etwas womit man Trauer
    Qual und Einsamkeit ausdrückt.
    Aber sie können auch für Hoffnung
    Freude oder Glück stehen.
     
    Tränen hat jeder mal 
    und sie zeigen unbemerkt
    weil man nich darüber nachdenkt
    ein Stück der Wahrheit!
    _
    _
    ___
    _______
    ___________
     
     
     
     
    Una lacrima rotola sulle mie guance
    mostra quanto mi manchi
    Come avrei piacevolmente trovarmi  tra le tue braccia
    Come speranza è la lacrima.
    Ma mostra anche a me
    Come ci tengo anche io
     
    Una lacrima corre sulla mia guancia
    e tocca la mia pelle
    Vorrei che tu mi toccassi la pelle, e sofferenza avere sogni
    e non poterli toccare
     
    Le lacrime corrono giù
    a tuffarsi sul mio viso
    e mi danno un senso di
    Sollievo e speranza.
    In un certo senso
    Non posso descrivere
    sono qualcosa di prezioso
    qualcosa che uno di lutto
    Esprimono l’angoscia e la solitudine.
    Ma possono anche sperare
    Gioia o la felicità    è possibile.
     
    Lacrime, ogni volta
    e mostrano inosservate
    il tutto,  perché a pensarci bene
    è un pezzo di verità!
     
     
     
     
     
     
    Poem in deutesh
     
    wroted by Lady Angel Carola
     
    Italian translation
     
    Marco Vasselli
     
    © All Rights  Reserved
     

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    Il Diario – Aridateme Martina !!


    Sono circa due settimane che non sento Martina, ma in queste due settimane sono successe un bel po di cosucce. Proprio ieri sera parlavo con Alexis e si diceva di quanto erano belli i tempi in cui si era in 4 o 5 nel gruppetto nostro. Quando la poesia era La Poesia, con le maiuscole, perchè la si faceva in armonia veramente.
    Aridateme Martina è per quando mi manca è vero, fermo rstando che la sentirò a giorni, ma lo scrivo nello stato di messenger, proprio inquanto frase emblematica di quel periodo lì. Con l’avvicinarsi del quarto anno di blog, l’avvicendarsi di genti e gentaglie nella mia rete di amici in WEindows Live, torno a ripetere che i capisaldi restano quelle cinque persne lì. Sì sono poi aggiunte altre valide persone quali JackMax, Black Mirror e pochi altri che dimentico. Non me ne volete, non è una gara o una disputa su " perchè non mi hai mensionato " Le persone a cui tengo, comunque sanno che sono sottointesi loro, nella misura in cui si sentono miei amici.
    Una tizia mi ha fatto notare che con il ritorno di un’amica dal passato, mi sia scrollato di dosso lei. Ritorno o meno di un’amica o meno, me ne sono semplicemente allontanato per dei comportamenti pesanti e ripetitivi. Se sai cosa mi da fastidio perchè lo fai ? In poche parole è questo il concetto espresso.
    Aridateme Martina, perchè le parolacce ce le dicevamo in messenger e per finta, non a scopo di mortificazione nel blog, dove tutto ci stava ultimamente meno che i modi di fare. Andatevene all’osteria o venite al pub con me e la birra la offro io. Li potremmo dirci parolacce per davvero, per finta, ma in faccia, non utilizzando un blog.
    Noterete che ho postato quì sotto la foto di Toni con relativa poesia, ma era se vogliamo legato da un filo che poi porta a questo discorso. Considero amico chi le cose me dice nei modi dovuti. Non sono uno stinco di santo, anzi talvolta sono grezzo come il basalto e greve come la cappa di smog su Roma, ma ci sono modi e modi per dire le cose. Soprattutto ci sono mezzi, e mail, telefono, non il blog, vi prego non il blog.
    Aridateme Martina, i mashmellow, la California raccotata alla cavolo di cane, le risate in terzetto io lei e Laura.
    Ridatemi il nostro modo di fare che rimpiango quasi nostalgico di quei tempi che poi tanto lontani non sono.
    Tutto questo per dire per l’ennesima volta che siete tutti benvenuti nel mio spazio, ma se lo consideratye come una casa, dove tutti sono benvenuti, non sporcate.
    Aridateme Martina, le 4 a chiacchierare e a ridere spensierati, non l’ammorbamento totale di certa gente che si accolla con i problemi. Ne ho già tanti dei miei che la metà basta, ma cosa dico basta ? Avanza pure.
    Detto questo non mi resta che augurarvi buona settimana, buona vita e ricordarvi che la poesia porta lontano se di poesia si va parlando in questo blog e non di quanto sta il parmigiano l’etto o i capelli con le enstension quanto stanno. Per quello c’è il messenger, l’invenzione più forte di Msn dopo gli Spaces, naturalmente !!

    L’immagine " la poesia porta lontano "

    simbolo di questo blog,

    è una creazione di Alexis Ghidoni

     © Tutti i diritti sono riservati

     

    La poesia porta lontano

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    Ad Antonio


                                                                                     
    Per tutte quelle volte in cui c’eri nel bisogno.
     Per tutte qulle volte in cui da uno sguardo hai capito"non è il caso"
    Per tutte le risate
    E Le sbornie, i pianti, i singhiozzi …
    Per tutti gli anni che ci hanno visto lottare spalla a spalla
    Uscendo quasi sempre vincenti.
    Io ti ringrazio amico mio.
    Ne albe ne tramonti
    Distanze
    Amori donne o amici
    Hanno mai ne potranno
    Offuscare la luce di questa meravigliosa amicizia.
    Ti voglio bene !!
     

     

     

     

    Marco Vasselli ad Antonio

    © Tutti i diritti sono riservati

     

     

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    Fotoracconto – Cade la neve cade


     
     
     
     
    Cade la neve cade
    su case e cose che potrei già dire
    su genti e tempi che non so trovare
    se non in me
    passato ancora in corso.
     
    Io uomo vinto su un’asfalto arso,
    dove la neve cade e il gelo brucia
    come la pelle il cuore
    come l’amico che so ritrovare
    solo nel mio ricordo,
    sen’è andato.
     
    Mentre la neve cade
    vedo di gente sottostante stare
    ad aspettare un tempo un pò migliore
    chi aspetta un giorno da lavoratore,
    chi aspetta un treno ancora in costruzione
    o del perduto amore,
    e
    dove la neve cade cado anch’io
    all’arrovescia andare e ritrovare
    forse un poco di te
    forse un poco di noi
    fratello mio
    com’eravamo ieri
    già
    com’eravamo 
     
     
     
     
    Foto e poesia Marco Vasselli
     
     © Tutti i diritti sono riservati
     
     

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    Torna a parlare il cuore


     
    Torna a parlare il cuore,
    ma non d’amore, non in senso stretto
    l’amore vero lo sa solo Dio,
    e forse un poco anch’io
    forse mentre lo scrivo pure io.
     
    Grezzo come una mattonella di terracotta
    ma un uomo buono
    che se nel cesto del suo portapranzo ha una pagnotta,
    vuol far metà per uno
    spesso incappando in chi fece con lui il figlio di sua mamma.
     
    Ma dopo una vasta gamma di sofferenze,
    è bello levar lo sguardo da stò fango,
    la verso il cielo
    dove aquilone fui
    e tu quel vento che lo trascinava.
     
    Dopo la guerra e il freddo,
    quello interiore dico,
    neppure al polo ce ne sarebbe meglio,
    ecco che ritornasti
    pronta a riprendere
    da dove eravamo rimasti.
     
    Sorriso dentro
    e nuovo sguardo all’oltre,
    dove l’altrui giudizio più non vale,
    dove che ripartire a poco a poco
    sarà speranza gioia ed amicizia
    e dalla notte che più bella inizia
    quest’alba che c’illumina i ricordi
    dov’eravamo noi
    dov’eravamo
    io e te aquilone e vento e tutto intorno
    lo scomparir di genti e giorni assurdi.
     
    Riportami dove tu sai per quei viali
    dove diversi e eguali camminammo
    io l’aquilone con te il vento dentro.
     
     
     
    Marco Vasselli
     

    © Tutti i diritti sono riservati

     

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    Fotoracconto – Ricordi


     

     

     

    Ricordi da scordare,

    ricordi da portare con noi

    come parte integrante dei desideri.

     

    Ricordi che fanno bene, fanno male,

    fanno ciò che siamo

    fanno splendere una giornata di luce

    anche quando di fuori è pieno Inverno.

     

    Ricordi quì,

    come alberi tesi al cielo di questo strazio

    ma che però

    ben presto un nuovo sole

    riporterà alla vita come che siamo stati

    come siamo

     

     

    Poesia e foto Marco Vasselli

    Editing foto Laura M.

    © Tutti i diritti sono riservati

     

    6 commenti

    Starmene in silenzio


     
    Sdraiato sul letto
    nella penombra di un pomeriggio come un’altro,
    amo starmene in silenzio,
    la più bella invenzione che ci sia
    in questo mondo di lavoro, amici
    web e motori e macchine e quant’altro.
     
    Amo fare avanti e indietro nella mente
    e dalla mente al cuore e di ritorno,
    andirivieni di stagioni passate
    come in stazioni di treni ritornare
    ed altri ripartire chissadove.
     
    Momenti belli brutti
    ed ansie, stati d’animo, la calma
    l’amore e l’amicizia prendono i pensieri
    " come a dir loro statevene con noi "
     
    Ci sono cose in me
    che nessun libro scritto narrerà
    amori secretati per sempre
    e quel che c’è
    quello che ci sarà
    ipotesi
    pigrizia
    amici avuti e averi
    perduti nel moento del bisogno
    che proprio amici non nlo sono stati
     
    Vi sono poi illusioni
    ed albe e fiori
    discorsi da ricordare,
    quelli da fare
    quelli che faremo
    e congetture strane
    film mentali
    come di quelli al cinema
    che per me comincian bene
    finiscon sempre male,
    mi portan forse messaggi del passato
    o soluzioni al male d’esser uomo
    per quanto sia
    l’amore per la vita
    fino a che un giorno io immagine sbiadita
    me ne andrò in voi dimenticato e illuso,
    ma fino allora
    nel pomeriggio solo
    me ne sto quì a logorarmi in nulla.
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     

    16 commenti

    Video perMarty, la mia fan numero 1


     

    http://it.netlog.com/go/widget/videoID=it-4926398

     

     

    Foto Martina C.

    Montaggio video Marco Vasselli

    © Tutti i diritti sono riservati

     

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    Non voglio


    NON VOGLIO CHE MI SI DICA

    QUELLO CHE DEVO FARE

    PERCHE’ C’ E’ SEMPRE QUALCUNO CHE ME LO DICE !!

    SO IO QUELLO CHE E’ GIUSTO

    E QUEL CHE NO !!

     

    HO L’ETA’ PER CAPIRE

    HO MOLTI AMICI

    E NEMMENO UN RAMMARICO.

     

    HO UNA FAMIGLIA

    SOLIDA COME ROCCIA

    OGNUNO

    CON UNA FACCIA

    SIMILE

    MA UNICA.

     

    POI CI SONO

    QUELLI CHE MI DICONO

    COSA

    E COME FARE

    E SONO QUELLI

    DA CUI DEVO TEMERE…

    TEMERE COSA ?

    DI QUELLA GENTE NON MI INTERESSA

    E’ SEMPRE GRIGIA

    SEMPRE LA STESSA !!!

     

    …E TIRO AVANTI

    COSI’

    SENZA RIMPIANTI

    E VADO AVANTI

    COMUNQUE E SEMPRE AVANTI !!

     

     

     

    Marco Vasselli

     

    ©  Tuttu i diritti sono riservati

     

     

     

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    Cerchi nel grano


     
     
     
     
    Rapito dall’amore d’un’Estate
    cercavi solo lei
    null’altro al mondo.
     
    Simbiosi di carni di pensieri
    mischiar di frasi
    intrise d’emozione.
     
    Donna aliena
    dagli splendidi occhi di luce pura
    correvi insieme a lei lì in mezzo al grano.
     
    E non avevi null’altro nella testa
    che i suoi pensieri
    così lei prese i tuoi.
     
    Donna aliena,
    al di sopra dei canoni
    creatura del celeste regno di lassù
    quasi che per te scesa a illuminare
    quel tratto della vita tanto buio.
     
    E poi nel grano
    un prendersi di mani
    lampi di labbra e baci
    sapore
    gioia
    ebbrezza
    e il cuore impazza
    insieme di emozioni
    piacere e lacrime
    e ridere di giorni
    dove che tutto sembra amore alieno
    di quella donna
    come che non ce n’è.
     
    Amarne i gesti, i vizi ed i difetti
    nel grano presi
    come da incantamento
    quasi dantesco
    ma più passione e corpo.
     
    Batter di cuore
    dentro seni perfetti
    risa di denti
    tra labbra di divina concezione
    e tutto un flash
    un corrersi d’incontro
    e poi di botto
    lasciarsi
    e allontanarsi
    all’abbandono
    dell’emozione che non è più sole.
     
    Dove non è più Estate,
    cerchi nel grano invano
    chi di lassù
    su d’una stella aliena è ritornata.
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    2 commenti

    Il saggio della montagna


     
    Saggio della montagna
    è colui al quale tutto è dovuto,
    il culo parato
    la vita facile e sicura
    e si permette di sparare a zero
    prosopopee e consigli
    su come vesti
    o come devi fare
    per affrontare il mare della vita.
     
    Io marinaio non lo son mai stato,
    consigli facili
    e chi ne ha mai avuti ?!
     
    E soldi subito ?! Beh,
    lavoro per quel poco che mi basta
    finchè la mia si chiami una vita onesta.
     
    Il saggio della montagna
    che vive per sentito dire
    ama grugnire invece che parlare
    ponderare,
    aprire bocca solo per mangiare,
    ma il pane no,
    non vuole guadagnare.
     
    Se lo guadagna
    è solo perchè papino lo permette,
    e gli ha trovato un posto da signore.
     
    Io che papino mica cel’ho piu’
    tocca di alzarmi presto e faticare,
    e lui fa il saggio
    parando e sentenziando e non volendo
    mi sento meglio io che non intendo
    parola o frase di quel che lui sproloquia,
    " This is my way "
    diceva Frank un tempo
    e forse tutti i torti non aveva.
     
    Ognuno fa la strada che gli piace,
    ognuno parla, sproloquia o tace,
    e immezzo a tutto questo tram tram forse,
    immezzo a questi affanni e queste corse,
    riposo di tanto in tanto pure io
    che saggi di montagna non sopporto.
     
    Mi metto quì,
    due strofe e tre emozioni
    e mischio amore, amici e questo e quello
    il brutto il bello
    il bianco, il nero o il grigio
    di questo mondo pallina blu nel vuoto
    e non mi importa se non sono noto
    ho fatto la mia strada pure io !!
     
     
     
    Marco Vasselli
     
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    Musica – Carmen Consoli – Non molto lontano da quì


     

     

    Amore mio, non sempre tutto volge per il verso giusto:
    ma non è soltanto a causa del maltempo
    se il raccolto è andato perso.

    Ed è buffo come a volte il tempo scorra
    meglio del previsto: un panico incombente
    ci costringe ad addomesticare
    un fervido sorriso, un benessere improvviso.

    Eforse una remota speranza la felicità?
    Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.

    Non molto lontano da qui la gente escogita affannose corse
    in preda all’ansia di tornare al punto di partenza, e dimentica
    il peso della posta in gioco, e il come e il quando mentre fuori piove.

    Amore mio, non è una colpa il non saper gestire la gioia
    e il fatto di trovarsi a proprio agio nel dolore e nella rassegnazione.
    Ed è innaturale come a volte ci forziamo di ignorare
    il gemito costante delle nostre reali inclinazioni: il margine di errore di un’incessante sottrazione.

    E’ forse una remota speranza la felicità?
    Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.
    Non molto lontano da qui la gente ostenta oscure stravaganze
    in preda all’ansia di stupire, indossa le sue maschere
    e dimentica quella del coraggio nel momento del rilancio.

    Non molto lontano da qui nevica.
    Non molto lontano da qui nevica.

     

    E’ lei, la cantantessa, null’altro da  aggiungere !!

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    Insegui i tuoi sogni


     

    Insegui i tuoi sogni

    Con dedizione, come la barca spinta dal vento

    Che cerca nuove mete

    Che insegue il suo sentiero

    Che libera nel mare viaggia.

     

    Anche se non andasse come credi

    Anche se non avrai i tuoi risultati

    Non resterai a pensare

    Per il resto dei tuoi giorni

    “ Lo avessi fatto …

    …potessi tornare indietro !! ”

     

    Quando un giorno ti ritroverò

    Dopo averti portato nel cuore

    Come un prezioso dono,

    Come un passato di gioia e speranze,

    Saprò il tuo sorriso

    Che dal diverrà il mio

    Sapendo che finalmente ce l’hai fatta !!
     

     
    Per  Laura M.
    la persona migliore che io abbia mai conosciuto grazie al web
    spero che i suoi sogni si realizzino perchè lei ha realizzato il mio. Tornare in nome dell’amicizia da me  che l’ha sempre stimata.
     
     
    Marco Vasselli
    © Tutti i diritti sono riservati


     

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    Prato d’Inverno


     
    Fuori piove
    l’Inverno la fa da padrone,
    c’è chi dice a ragione che è stufo.
     
    Io no,
    chiuso tra quattro mura
    ho quattro amici
    e quattro quarti di vita da vedere.
     
    Vedo il sorriso di Tony
    che ruba il bicchiere di vini a Riccardo.
     
    Vedo il pizetto di Riccardo
    lo gratta come se avesse avuto un’erpes.
     
    Vedo Carletto
    preso trai suoi dipinti come ostaggio
    che di mostrarceli ne ha pure il coraggio.
     
    Vedo dentro di me lontanamente
    il sorriso di Laura,
    quello che non avrei mai più aspettato
    e che il sorriso lo ha ridato a me.
     
    E questi quattro
    il quinto sono io
    fanno di me la pace fatta dentro
    dentro d’un’animo sereno ritrovato
    che rifiorisce come margherita
    sopra d’un prato
    anche se d’Inverno.
     
    Fuori fa freddo, è Inverno e piove pure,
    ma è come se
    disciolte le mie paure
    resta ancor fiato
    potervi dire grazie !!
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    A Toni, Riccardo, Carlo e Laura
     
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    Piano si posa


     

    Piano si posa

    Come la foglia a terra

    Su un letto di viola e di mimosa

    E di pensieri

    Di facce

    Di ricordi…

    Che tornano felici a raccontarle

    Momenti.

     

    Ed è come se le vedessi cadere

    Gocce salate

    Sulle guance di pianto

    Come sapere

    Di un mondo che si è spento.

     

    Piano si posa

    Un rimpianto sull’altro

    E poco più conta

    Se dalle unghie sparisce lo smalto

    O le sparisce

    Il sorriso dal volto…

    …poco più conta

    Se il rancore diviene più greve

    Come un sasso

    Che affonda nel mare.

     

    Piano si posa

    Ed è un posarsi di mille sentenze

    Che divengono muri di stanze

    Dove lei chiusa stà

    Leggera e libera

    Che piano si posa.

     

     

     

    Marco Vasselli per Laura M.

    © Tutti i diritti sono riservati

     

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    Come li corvi


     
    Resteno come i corvi a rompe er cazzo
    sopra a quer ramo che chiameno amicizia
    e ‘ntanto travestennose da amici,
    faranno in modo dè sapè i cazzi tua.
     
    Sò comprenzivi
    sortanto all’apparenza,
    appena che te giri dù minuti,
    dar posto in cui se ereno seduti,
    già stanno a parlà male giudicanno,
    se c’hai quer lavoretto che nun cianno,
    si ciai ‘n ber blog,
    o hai vinto cento euro,
    ala riffetta der bare sotto casa.
     
    Se sei ‘n po triste
    faranno ‘n tempo e in modo
    dè fatte ‘mbriacà
    pè estrapolatte,
    cose che nun hai fatto e nun hai dette,
    facennote passà pe er mentecatto,
    quello ‘nbriaco
    e senza arternative.
     
    Resta sempre te stesso
    e nun t’abbatte,
    quanno succede cerca dè confidatte
    solo cò chi t’è amico e c’hai le prove
    che ‘n mezzo ar foco ce se butterebbe,
    pè fatte sentì bene a spese sue.
     
    Quanno trovi ‘n amico
    che nun te fà ‘ncazzà, che te vò bene,
    lo sai dar core
    lo riconosci ar volo,
    esso te darà modo dè soride,
    dè vive e cortivà quele questioni,
    che fanno l’amicizia voi due ‘nsieme !!
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     
     

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    Poesia di neve


    " Che bella la neve sui comignoli imbiancati del mio paese
    quando i bambini festosi in uno spazzo di allegria si rincorrono ebri di felicità "
    e questo era quel che era,
    che avrebbe forse detto Leopardi
    od il Manzoni, Montale o anche Guccini,
    la verità di oggi
    sta nel fatto invece
    che se ora nevica t’incazzi pure,
    perchè s’è perso
    il senso dell’umano
    perchè la poesia rimane ai libri
    e il mondo sogna
    palestre e beauty center.
     
    Macchine fuoristrada da nababbi
    e spegne il cuore
    è dura
    non ha dubbi.
     
    La comprensione,
    il bene verso gli altri
    rimane ai libri
    di Buddah, Gesù Cristo e pochi ancora,
    che chi li legge può dire di saperne,
    ma in questo mondo,
    dove chi non mostra non vende
    rimane solo neve su discorsi,
    su queste poesie,
    barattoli di sogni,
    aperti mai,
    capiti ancora meno.
     
     
     
    Poesia di Marco Vasselli
     
    L’immagine " La poesia porta lontano  "
    simbolo di questo blog
     è una creazione di Alexis Ghidoni
     
     © Tutti i diritti sono riservati
     

    La poesia porta lontano

     

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    A sera


     
    A sera,
    quando l’arco del tempo è a finire
    amo il tempo impiegato per dire
    tutto il dire d’un atto d’amore.
     
    A sera,
    quando il vento lambisce i ricordi
    amo credere ancora alla gente
    per il tempo futuro e presente
    che sia il tempo d’un atto d’amore.
     
    A sera,
    al ritorno di mille pensieri
    credo "amore"
    ed è quello che voglio…
    un cappotto di vento
    un trifoglio
    per scaldare l’inverno a fortuna.
     
    La fortuna dell’uomo moderno
    che rincorre i suoi sogni migliori,
    per scoprire tra gioie e dolori
    che ogni giorno diviene più uomo…
     
     
     
    Marco Vasselli
     
    © Tutti i diritti sono riservati
     

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    Legiadro


     
    Legiadro
    alla velocità
    di un metro al secondo quadro
    me ne vado
    e più nulla mi sfiora
    e il mondo tutt’attorno m’innamora
    con un delizioso ricordo di ieri
    ed un cestino di buoni propositi per domani
    e trallallallallà
    che frase sciocca !!

    Ma quando si è felici
    si è sciocchi
    e bada bene che non è un difetto
    si è legiadri
    si è quelli che
    la vita è tutto un mucchio di problemi,
    ma che per oggi si è pensieri sciolti.

    Così
    legiadro
    me ne vado
    nell’aria come una bolla di sapone
    per rallegrar le genti
    e
    con un delizioso sorriso
    intonerò
    trallallallallalà

    Marco Vasselli

     
    © Tutti i diritti sono riservati

     

     

    3 commenti

    thevel

    A poet from the world of imagination, tribe of poetry, clan of rhymes, What I Became generation. Follow my site for an exciting performance of poetry.

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    Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore (Joseph Conrad)

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